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NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI – vuoi davvero usare un respiratore FFP2 e non una mascherina contro il coronavirus COVID-19?

utilizzo mascherine coronavirus COVID-19 SAFEJOE

E se stessi condannando a morte un medico o un infermiere? In questo post ti dimostrerò che acquistando i respiratori FFP2 (o, vieppiù, FFP3), quando puoi accontentarti di una mascherina chirurgica stai buttando un sacco di soldi e, privando dei necessari DPI chi ne ha veramente necessità, potresti condannare al COVID-19 il personale sanitario in prima linea a gestire l’emergenza coronavirus.

In qualità di primari fornitori di Dispositivi di Protezione Individuale abbiamo vissuto in questi mesi un vero e proprio “assalto” alle nostre scorte di prodotti per la difesa dal contagio da coronavirus COVID-19. Articoli come respiratori, mascherine mediche, guanti, tute in tyvek, occhiali e visiere sono andati nel giro di pochi giorni sottoscorta di quantità ingenti (a volte anche di 200.000 unità); per alcuni il riassortimento è previsto a fine giugno!

Per poter aiutare i nostri clienti (anche a non cadere in mani sbagliate), abbiamo intensificato la ricerca di nuovi fornitori accreditati ed affidabili, dedicando un’ apposita area del sito ai nuovi prodotti dedicati (clicca qui per visitare l’area “PRODOTTI PER EMERGENZA CORONAVIRUS COVID-19).

MA NON CI BASTAVA! Dato infatti che il nostro COMITATO TECNICO riceve quotidianamente un’enorme quantità di domande sui dispositivi da adottare al fine di proteggersi dall’infezione del SARS-CoV2, vorrei cercare di fare un po’ di chiarezza sulla sua propagazione (e quindi sul modo che abbiamo di difenderci).

Per fare ciò utilizzerò il materiale bibliografico redatto da Enti istituzionali (in primis, dall’OMS-Organizzazione Mondiale della Salute (o WHO) e dal ISS-Istituto Superiore di Sanità) e da accreditate organizzazioni medico-scientifiche (in parte riportato nella bibliografia che troverai in calce al post).

Rimandando ad altri nostri articoli l’approfondimenti di altre tematiche (consulta le nostre guide), qui ci focalizzeremo sulle vie di propagazione del coronavirus, quali sono i metodi per evitare il contagio e le indicazioni sui DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) da adottare in diverse circostanze.

Approfondiremo, in particolare,

  • QUANDO è necessario l’uso di dispositivi di protezione delle vie aree, comunemente dette “respiratori” e “mascherine”, e
  • QUALI TIPI di dispositivi occorre utilizzare quando si è semplici individui non operanti in ambienti ad alto rischio di contagio.

Utilizzando il grafico predisposto dall’OMS vediamo come è composta la “catena del contagio”. Nota bene: la trasmissione si realizza solo quando tutti gli anelli sono presenti e quindi la catena è completamente chiusa.

Catena di infezione - coronavirus SARS-CoV2

L’ AGENTE INFETTIVO (il coronavirus, in particolare quello attualmente scatenante l’emergenza mondiale, il SARS-CoV2) deve insidiarsi in un individuo e accrescersi in numero fino a contaminarne i tessuti polmonari. L’individuo infetto diventa quindi una FONTE. Dalla FONTE il virus esce tramite le VIE DI USCITA e, mediante il MODO DI TRASMISSIONE, attraverso i CANALI DI ENTRATA, si insedia in un altro individuo, denominato PORTATORE SUSCETTIBILE. Quest’ultimo diventa la FONTE di un’altra catena con cui si generano – con meccanismo a catena, tipo la reazione chimica tipica delle esplosioni, tanto per intenderci -altre FONTI che propagano l’epidemia.

L’unico modo di fermare l’epidemia è quello di rompere la catena di trasmissione interrompendone la continuità.

Allo stato attuale delle conoscenze, le modalità di trasmissione conosciute sono.

1-Attraverso le goccioline respiratorie (“respiratory droplets”)


quando una persona è in stretto contatto (entro 1 m) con qualcuno che ha la sintomatologia del COVID19 (ossia presenta tosse secca o starnuti) ed è quindi a rischio di avere le proprie mucose (bocca e naso) o congiuntiva (occhi) esposta a goccioline respiratorie potenzialmente infettive. Le goccioline in questione si considera abbiano un diametro maggiore di  5-10 μm.

2-Vie di contatto

Si è rilevato statisticamente che la trasmissione di goccioline può avvenire anche attraverso “fomiti” (fomito o fomi è qualsiasi oggetto inanimato che, se contaminato o esposto ad agenti infettivi, può trasferire la malattia a un nuovo ospite) nell’ambiente circostante intorno alla persona infetta. Pertanto, la trasmissione del coronavirus COVID-19 può avvenire anche per contatto diretto con persone infette e contatto indiretto con le superfici nell’ambiente circostante o con oggetti utilizzati sulla persona infetta (ad es. stetoscopio o termometro).

3-Trasmissione aerea

La trasmissione aerea, diversa dalla trasmissione di goccioline, si riferisce alla presenza di microbi all’interno di una gocciolina di aerosol sospeso in aria. Tali nuclei, che sono generalmente considerati particelle con diametro <5μm, sono generate dall’evaporazione di goccioline più grandi o possono essere adsorbite su particelle di polvere. Possono rimanere in aria per lunghi periodi di tempo e portare il contagio ad altri su distanze anche superiori a 1 m.

Ad oggi, alcune pubblicazioni scientifiche forniscono prove iniziali sulla possibilità di rilevare il coronavirus COVID-19 nell’aria e quindi potenzialmente provare la trasmissione nell’aria. Tuttavia, la macchina utilizzata dagli studiosi in laboratorio per generare l’aerosol è un apparecchio ad alta potenza, che non riflette le normali condizioni di tosse umana. Inoltre, è importante notare che il metodo utilizzato nello studio per rilevare il RNA virale nei campioni ambientali (saggio PCR – Polymerase chain reaction) non è comunque indicativo di virus vitali, ossia trasmissibili ed infettanti.

D’altro canto vi sono segnalazioni di ambienti in cui sono stati ammessi pazienti sintomatici COVID-19 e in cui non è stato rilevato nei campioni di aria il RNA COVID-19.  

L’OMS conclude che, in un contesto di COVID-19, la trasmissione aerea può essere possibile in circostanze mediche specifiche che generano aerosol (quali ad esempio l’ intubazione endotracheale, la ventilazione manuale prima dell’intubazione, rotazione del paziente, rianimazione cardiopolmonare). Nell’analisi di 75.465 casi COVID-19 in Cina, dispersi nell’aria la trasmissione non è stata segnalata.

4-Trasmissione fecale-orale

Vi sono prove che l’infezione da COVID-19 può portare a infezione intestinale ed essere presente nelle feci. Tuttavia, ad oggi solo uno studio ha riscontrato il virus COVID-19 in un campione di feci e non è stata registrata finora nessuna segnalazione di trasmissione fecale-orale del virus COVID-19.

Concludendo l’OMS –al 19/03/2020 – ritiene che sulla base delle prove disponibili, il virus SARS-CoV2 sia trasmesso tra le persone attraverso uno stretto contatto e goccioline, non per trasmissione aerea. Le persone più a rischio di infezione sono coloro che sono in stretto contatto con un paziente COVID-19 o che si prende cura dei pazienti COVID-19.

Come per la protezione della salute contro gli agenti biologici patogeni (tra i quali rientra il coronavirus  SARS-CoV2 responsabile del COVID-19) le misure da attuare sono di vario tipo: infrastrutturali (design degli ambienti e di misure di protezione generale), procedurale (prassi e metodi) e –come ultima istanza – anche di protezione individuale.


Sulla base dei meccanismi di trasmissione scientificamente provati, le organizzazioni istituzionali per la salute ritengono che le misure di prevenzione (procedurali e individuali) da adottare per contrastare il diffondersi dell’epidemia siano

  1. eseguire frequentemente l’igiene delle mani, strofinandole per almeno 20 secondi con un gel a base alcolica (se le mani non sono visibilmente sporche) o con acqua e sapone se, invece, sono sporche
  2. evitare di toccare gli occhi, il naso e la bocca
  3. praticare l’igiene respiratoria tossendo o starnutendo in un gomito o tessuto piegato e quindi procedendo immediatamente allo smaltimento del tessuto
  4. indossare una mascherina medica se si ha sintomi respiratori attribuibili al COVID-19 e procedere ad una scrupolosa igiene delle mani dopo lo smaltimento della mascherina
  5. mantenimento della distanza sociale (almeno 1 metro) da persone con sintomi respiratori

Ulteriori precauzioni sono richieste agli operatori sanitari per proteggersi e impedire la trasmissione nel contesto sanitario.

Rimandando ai nostri articoli di approfondimento (in particolare “DPI PER LA PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE (APVR): cosa sono, quando adottarli e come usarli.”), ci tengo a precisare che nella letteratura in materia troverai la denominazione “RESPIRATORI” (o, in inglese, “respirators”) e MASCHERINE CHIRURGICHE (“medical mask”).

·        RESPIRATORI (N95 o FFP2)



Un respiratore (N95 o FFP2 contro il particolato) è un dispositivo di protezione delle vie respiratorie progettato per ottenere una perfetta aderenza del viso e una filtrazione molto efficiente delle particelle sospese nell’aria. Sono progettati per formare un sigillo attorno al naso e alla bocca. I respiratori chirurgici sono comunemente usati in ambito sanitario e sono un sottoinsieme dei respiratori con filtro facciale (FFR), spesso indicati come N95 o FFP2.

Sono veri e propri DPI certificati per riuscire a filtrare almeno il 95% delle particelle sospese nell’aria, inclusa l’eventuale presenza di droplet contenenti coronavirus.

NOTA BENE: N95 e’ una sigla prettamente utilizzata in USA, mentre in EUROPA, la certificazione in materia (quella che permette l’apposizione del marchio CE) li identifica come FFP2. La differenza con le FFP3 (superiore) e FFP1 (inferiore) è relativa alla “efficienza minima filtrante” (approfondisci qui).

·        MASCHERINE

Re-breathe mascherina chirurgica protettiva COVID-19 SAFEJOE
Re-breathe mascherina contro coronavirus COVID-19-SAFEJOE


Una maschera medica è un dispositivo, normalmente non lavabile e quindi usa e getta, che crea una barriera fisica tra la bocca e il naso di chi lo indossa e i potenziali contaminanti nell’ambiente prossimo.
I bordi della maschera, diversamente dai respiratori, non sono progettati per formare un sigillo attorno al naso e alla bocca.

I DPI devono essere utilizzati in base al rischio di esposizione (ad es. tipo di attività) e la dinamica di trasmissione del patogeno (ad es. contatto, gocciolina o aerosol). Da tali fattori scaturisce il fattore di protezione che il dispositivo di protezione deve assicurare.

A tal proposito, ti consigliamo di leggere il nostro articolo “Come misurare la protezione con mascherine (al tempo del coronavirus COVID-19).

Un uso eccessivo di DPI, o l’utilizzo di dispositivi sproporzionati rispetto al rischio, ha un impatto negativo sul loro approvvigionamento causandone carenza e privandone gli individui che invece ne avrebbero realmente necessità per aiutare la popolazione colpita, preservando la propria salute.

Per questo motivo le nostre scorte sono andate in rapido esaurimento e abbiamo dovuto dedicare un’area apposita del sito a nuovi prodotti reperiti in emergenza.

Strategie consigliata da OMS per ottimizzare la disponibilità dei DPI

Prima regola – IL DISTANZIAMENTO SOCIALE

Sulla base di quanto suddetto, ossia che il percorso di trasmissione da uomo a uomo del coronavirus COVID-19 avviene tramite goccioline respiratorie, il rischio di insorgenza vi è solo quando si è a “stretto contatto” (nel raggio di 1 metro) da un individuo sintomatico. Quest’ultimo – starnutendo e tossendo (ecco perché deve essere “sintomatico”)- espelle le goccioline respiratorie potenzialmente infettive.

Recentemente si sono fatte ipotesi sulla contagiosità di persone asintomatiche, ma allo stato attuale non vi sono riscontri scientifici.

SITUAZIONI -> RISCHI -> DISPOSITIVI DA UTILIZZARE

Oltre al distanziamento sociale, indossare una protezione delle vie respiratorie (respiratore o mascherina ) è una delle misure di prevenzione che può limitare la diffusione delle malattie respiratorie, tra cui COVID-19.

Si noti che, tuttavia, l’utilizzo della sola maschera è insufficiente a fornire un livello adeguato di protezione: devono infatti essere adottate anche altre misure, tra le quali la principale è l’igiene delle mani.

Indossare DPI per la protezione delle vie respiratorie SPROPORZIONATI RISPETTO AL RISCHIO può provocare

  • indisponibilità per gli individui che ne hanno davvero bisogno
  • costi inutili (tra cui gli oneri di approvvigionamento, via via sempre più crescenti)
  • creare un falso senso di sicurezza che può portare all’abbandono di altri elementi essenziali (il distanziamento e le pratiche di igiene delle mani) .

Inoltre, usando le maschere in modo errato può compromettere  la loro efficacia nel ridurre il rischio di trasmissione.

Vediamo adesso le diverse situazioni (a cui è associato il rischio di esposizione) e le condizioni di salute dell’individuo.

PRESENZA IN SPAZI COMUNI

Gli individui senza sintomi respiratori dovrebbero:

  • evitare gruppi di persone e spazi chiusi e affollati
  • mantenere una distanza di almeno 1 metro da qualsiasi persona con sintomi respiratori (ad esempio tosse, starnuti)
  • eseguire frequentemente l’igiene delle mani, usando un gel a base alcolica (se con mani non visibilmente sporche) oppure con acqua e sapone, quando invece le mani sono sporche
  • coprire il naso e la bocca con un gomito piegato o carta tessuto in caso di tosse o starnuti, smaltire il tessuto immediatamente dopo l’uso ed eseguire accuratamente l’igiene delle mani

Non è necessaria una mascherina medica per le persone che non sono malate in quanto non vi è alcuna prova della sua utilità nel proteggerli. Possono tuttavia essere indossate per proteggere da momentanee “invasioni” dell’area di 1 metro ed evitare la tensione nervosa legata al timore di essere contagiati, oltreché a proteggere gli altri nel caso in cui si sia positivi e asintomatici o con sintomi lievi.

Se si usano maschere, devono essere seguite scrupolosamente le istruzioni su come indossare, rimuovere (puoi vedere qui il metodo corretto) e smaltirli, oltreché naturalmente per l’igiene delle mani dopo la rimozione.

Gli individui con sintomi respiratori dovrebbero:

  • indossare una mascherina chirurgica e cercare assistenza medica non appena possibile se hanno febbre, tosse e difficoltà respiratorie
  • seguire i consigli seguenti per quanto riguarda la maschera appropriata in caso di quarantena

QUARANTENA DOMICILIARE

Gli individui in quarantena domiciliare (senza sintomi o con sintomi lievi)

Queste persone (in isolamento domicialire perché positivi, o sospetti positivi) devono utilizzare una mascherina medica, indossandola il più a lungo possibile (se tollerata) e cambiarla almeno una volta al giorno.

Nel caso siano lavabili e quindi riutilizzabili, prevederne almeno 3/5 a persona per garantire la disponibilità di mascherine pronte all’uso mentre le altre sono in lavaggio.

Rimangono strettamente necessarie le altre precauzioni già viste, aggiungendo il ricambio completo dell’aria presente negli ambienti con la maggiore frequenza possibile.

Le persone che li assistono

Devono indossare una mascherina chirurgica (basta quella) quando entrano nella stessa stanza della persona interessata, curando sempre di mantenersi ad almeno 1 metro, praticare frequenti operazioni di igiene delle mani, lo smaltimento dei fazzolettini/materiali potenzialmente contenenti espettorati, la pulizia/disinfezione delle superfici della stanza e il ricambio dell’aria degli ambienti.

NELLE STRUTTURE SANITARIE

Il tema di come valutare il rischio per gli operatori delle strutture sanitarie trascende l’obiettivo di questo articolo, che ha invece lo scopo di informare e guidare i normali cittadini all’acquisto/utilizzo dei corretti dispositivi per proteggersi dal contagio dal coronovirus SARS-CoV2, responsabile del COVID-19.

Voglio però indicare cosa consiglia l’OMS per queste strutture, per permettere al lettore una propria valutazione differenziale rispetto alle situazioni che lo vedono coinvolto.

Individui con sintomi respiratori (pesanti, visto che sono ospedalizzati)

Questi individui devono:

  • Indossare una mascherina chirurgica durante l’attesa in triage o altro aree e durante il trasporto all’interno della struttura
  • Indossare una mascherina chirurgica quando si alloggia in aree dedicate casi sospetti o confermati
  • Non indossare una mascherina medica se isolati in stanze singole, dato che è necessario che si coprano bocca e il naso, quando devono tossire o starnutire, con fazzoletti di carta usa e getta.

Operatori sanitari

Le prescrizioni, qui si riportano unicamente quelle per la protezione delle vie respiratorie a scopo puramente informativo, sono:

  • Indossare una mascherina medica quando si entra in una stanza in cui sono pazienti con sospetto o confermato COVID-19 ammesso;
  • Usare un respiratore certificato per particolato di livello di protezione almeno pari a FFP2 (in base a UNI EN 149) ovvero N95 (in base a US National Institute for Occupational Safety and Health) quando si possono generare aerosol con procedure mediche, quali l’intubazione tracheale, la ventilazione non invasiva, la tracheotomia, la rianimazione cardiopolmonare, la ventilazione manuale prima dell’intubazione e la broncoscopia.

Vediamo infine, se si indossano le mascherine chirurgiche, come utilizzarle e smaltirle in modo adeguato. Ricordiamo che questo è essenziale per garantire che siano efficaci e per evitare qualsiasi aumento di trasmissione del coronavirus.

Le informazioni sull’uso corretto del medico le maschere derivano da pratiche in ambito sanitario, e sono

  • Posizionare la maschera con cura, assicurandosi che copra la bocca e naso, e legarla in modo sicuro per ridurre al minimo eventuali spazi vuoti tra il viso e la maschera
  • Evitare di toccare la maschera mentre la si indossa
  • Rimuovere la maschera con la tecnica appropriata: evitare di toccare la parte anteriore della maschera ma prenderla da dietro
  • Dopo la rimozione o ogni volta che una maschera usata viene inavvertitamente toccata, lavare le mani secondo le indicazioni già viste in precedenza
  • Sostituire le maschere non appena diventano umide con una nuova maschera pulita e asciutta
  • Non riutilizzare le maschere monouso; lavare a 60°C quelle lavabili ,con detergenti normali (basta il calore a disattivare il virus) eventualmente aggiungendo un comune disinfettante, per poi riutilizzarle quando perfettamente asciutte
  • Eliminare le maschere monouso dopo ogni utilizzo, smaltendole immediatamente dopo la rimozione.

Non sono raccomandate maschere completamente in tessuto (ad es. cotone o garza) in quanto carenti dello strato idrorepellente e quindi che diventano velocemente umidificate.

In conclusione ci si augura di aver chiarito che – nelle normali situazioni non ospedaliere – le organizzazioni istituzionali, alla luce dei riscontri scientifici, consigliano di utilizzare le mascherine chirurgiche (e non i respiratori FFP2) per la protezione delle vie respiratorie contro il coronavirus COVID-19.

Quindi, se non devi

  • stare a stretto contatto (ossia entro 1 metro di distanza) con individui positivi al coronavirus o malati COVID-19 E
  • non stai praticando operazioni che possono provocare aerosol di goccioline respiratorie (quali intubazione tracheale, ventilazione non invasiva, tracheotomia, rianimazione cardiopolmonare, ventilazione manuale prima dell’intubazione e broncoscopia)

non occorre utilizzare respiratori con livelli di protezione FFP2 (N95) o superiori.

NON SPRECARE SOLDI PER PROTEZIONI INUTILI E – SOPRATTUTTO – NON PRIVARE DI QUESTI INDISPENSABILI PROTEZIONE  I MEDICI E I SANITARI IN PRIMA LINEA PER SALVARE LA VITA DI CHI E’ STATO CONTAGIATO.

Se ti fa stare più tranquillo perché vuoi proteggere te stesso e i tuoi cari oppure se sei in una delle condizioni di rischio viste in precedenza,  utilizza una SEMPLICE MASCHERINA!

Oltre a rimanere a casa, questo SARA’ UN ULTERIORE TUO CONTRIBUTO PER USCIRE DALLO STATO DI EMERGENZA E POTER TORNARE PRIMA ALLA NORMALITÀ’.

Vuoi saperne di più? Clicca qui e consulta i nostri articoli sull'argomento.
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Solidarietà Digitale – Webinar gratuito su utilizzo DPI per COVID-19

Con lo scopo di fornire un ausilio ai propri clienti in questa fase di emergenza mondiale creatasi con il diffondersi del contagio da coronvirus (o COVID-19) SAFEJOE continuerà a fornire il proprio contributo con la pubblicazione di articoli per informare, aggiornare e formare. Purtroppo, attualmente, le scorte di mascherine e APVR-dispositivi per la protezione delle […]

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I fattori di protezione delle vie respiratorie (ai tempi del coronavirus) - SAFEJOE

Come misurare la protezione con mascherine (al tempo del coronavirus COVID-19).

Una accurata analisi e descrizione dei fattori di protezione che trovi nelle schede tecniche delle mascherine, e dei respiratori in generale, utilizzati per proteggere le vie respiratorie. Un contributo di SAFEJOE per la lotta al coronavirus (COVID-19)

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Con lo scopo di fornire un ausilio ai propri clienti in questa fase di emergenza mondiale creatasi con il diffondersi del contagio da coronvirus (o COVID-19) SAFEJOE continuerà a fornire il proprio contributo con la pubblicazione di articoli per informare, aggiornare e formare.

Purtroppo, attualmente, le scorte di mascherine e APVR-dispositivi per la protezione delle vie respiratorie per la protezione dal coronavirus COVID-19 che avevamo disponibili sono TUTTE ESAURITE.
Anche se ci siamo attivati con la nostra Direzione Acquisti per trovare nuovi fornitori e ripristinare le scorte, al momento non abbiamo ancora disponibilità di questi prodotti.
Ti consigliamo di iscriverti alla nostra newsletter per essere subito aggiornato della ripristinata disponibilità, oltre che per essere aggiornato sui nuovi articoli pubblicati.

#iorestoacasaemiformo – webinar su utilizzo DPI contro coronavirus

Ricordando a tutti di limitare al massimo gli spostamenti fuori dal proprio domicilio, misura che attualmente è considerata l’arma principale per combattere l’epidemia da coronavirus, vogliamo segnalare una interessante iniziativa che permette di saperne di più sul COVID-19, utile in particolar modo per:

  • informarsi sull’utilizzo dei DPI utili a limitare la diffusione del coronavirus
  • modalità di disinfezione
  • scadenze previste dal DPCM “Cura Italia” e dal protocollo di intesa con le Organizzazioni Sindacali per la continuazione del lavoro in questa fase di emergenza COVID-19

Si tratta di un WEBINAR GRATUITO di 2 ore a disposizione di chiunque (Datori di Lavoro, RSPP, lavoratori e semplici cittadini) dalla società GRUPPO SG srl di Ponte S. Nicolò (PD).

La Società erogante informa che il webinar vale come aggiornamento dei Lavoratori o Dei Datori di Lavoro che svolgono la funzione di RSPP interno

Come iscriversi al webinar “DPI per coronavirus”

Per potersi iscrivere è necessario inviare una email a [email protected] inserendo nell’oggetto la dicitura “CODIV-19 webinar DPI” . Si riceverà in seguito una email con un questionario da compilare: una volta restituito, si riceverà il link per la partecipazione (scaglionata) al corso.

Partnership SAFEJOE e Gruppo SG - Webinar DPI COVID-19

Il GRUPPO SG è PARTNER DI SAFEJOE

Se utilizzerai come oggetto della email di richiesta di partecipazione la dicitura

CODIV-19 webinar DPI – SAFEJOE

ti sarà garantito un posto prioritario nel calendario di programmazione dell’evento.
Clicca qui per scrivere la tua email di richiesta.

Il consiglio che SAFEJOE ti da è quello di attenerti scrupolosamente alle indicazioni dell’autorità: pertanto, in assenza di un validissimo motivo, non esporti a possibili contagi da COVID-19 NEMMENO INDOSSANDO LE MASCHERINE CHE SONO CONSIGLIATE. Non si tratta di fare terrorismo, ma il contagio da coronavirus, così come per gli altri inquinanti, è comunque possibile – come avrai potuto leggere – anche in presenza di mascherine e altre misure di protezione delle vie respiratorie ad alto fattore protettivo!

NON RISCHIARE, RESTA A CASA!

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Come misurare la protezione con mascherine (al tempo del coronavirus COVID-19).

I fattori di protezione delle vie respiratorie (ai tempi del coronavirus) - SAFEJOE

Quante volte ti è capitato di dover scegliere un APVR (dispositivo di  protezione individuale per la protezione delle vie respiratorie..le mascherine, per intenderci, come quelle contro il coronavirus) tra le numerose alternative possibili?

E leggere le tabelle per capire quello ottimale: mascherine ffp3, maschera, semi-maschera o un respiratore isolante?

Se ti capita di farlo saltuariamente può essere complicato doversi districare tra termini come FP (Fattore di Protezione), FPO (Fattore di Protezione Operativo), VLEP (Valore Limite di Esposizione Professionale)….

In questo post vogliamo fornirti un comodo vademecum – arricchito da formule, tabelle ed esempi –  dei principali parametri utilizzati per indicare la protezione fornita dagli APVR.

Con l’emergenza CORONAVIRUS (o COVID-19), purtroppo, le scorte mondiali di queste mascherine sono andate completamente esaurite in pochissimo tempo. Giova comunque avere un quadro completo dei fattori di protezione assicurati da questa tipologia di DPI, al fine di avere un quadro completo della materia in modo da comprendere pienamente le indicazioni delle organizzazioni sulla salute e quindi optare per i modelli adatti a fronteggiare la  diffusione del virus.

SAFEJOE si è attivato per la ricerca di nuovi fornitori in modo da poter fornire ai propri clienti le adeguate protezioni dal coronavirus ANCHE in questa fase emergenziale.

Per essere aggiornati sulla disponibilità ti consigliamo di iscriverti alla nostra newsletter: non solo riceverai in tempo reale notizia della ricostituzione delle scorte e della disponibilità di mascherine anti COVID-19, ma potrai ricevere news e aggiornamenti sull’evoluzione della pandemia e su consigli utili a preservare la tua salute.

ANCHE SAFEJOE RACCOMANDA DI  SEGUIRE LE DIRETTIVE MINISTERIALI (che puoi consultare qui) E DI RIMANERE A CASA! #IORESTOACASA

Deve essere anzitutto ben chiaro che all’interno di un facciale (ad esempio, in una mascherina antipolvere), nell’aria inspirata dall’utilizzatore dell’APVR, sono comunque presenti gli inquinanti ambientali (e quindi anche potenzialmente agenti patogeni quali il COVID-19)MA in concentrazione teoricamente (ed auspicabilmente) molto bassa.

Per quanto riguarda il coronavirus la protezione data dalle mascherine mira a ridurre la carica patogena (minor numero di virus = minor carica) in modo da non far penetrare un quantitativo di COVID-19 tale da poter raggiungere le vie respiratorie profonde e interessare gli alveoli polmonari, causando la tanto temuta polmonite virale.

Ciò è dovuto a due diverse cause:

  1. Le PERDITE VERSO L’INTERNO – “IL” (da “Inward Leakage “)

    Sono attribuite, in ordine di importanza crescente, a

  • FSL (da “Face Seal Leakage”) – perdita lungo il bordo del facciale
  • EVL (da “Exhalation Valve Leakage “) – perdita della valvola di espirazione
  • OCL (da “Other Components Leakage “) – perdite cumulative di altri componenti (per esempio il visore, il tubo di respirazione, eccetera)

in formula Formula della perdita verso l'interno degli APVR

  1. La PENETRAZIONE -“P” (da “Penetration”)

attraverso i filtri antipolvere (se presenti).

Non ti trovi coi termini? - Apri e usa l' INFOGRAPHIC

Sommando i due fattori visti in precedenza, si ottiene la PERDITA TOTALE VERSO L’INTERNO – “TIL”  (da “Total Inward Leakage”)

Perdita TOTALE verso l'interno

Ecco un esempio di respiratore con valvola dei più moderni ed efficienti sul mercato.

3M RESPIRATORE 8835 CON VALVOLA / FFP3

Facciale filtrante a forma di conchiglia con doppi elastici, stringinaso, struttura interna resistente al collasso, la valvola di esalazione riduce calore e umidità all’interno del facciale e assicura un elevato confort rendendo il respiratore adatto ad ambienti di lavoro caldi e umidi, con maggior durata del prodotto, protegge da polveri e nebbie a base acquosa con livello massimo di utilizzo fino a 50 volte il TLV.
Clicca per vedere i dettagli

Adesso che abbiamo visto le cause che determinano l’ingresso nell’area di respirazione dell’operatore degli inquinanti esterni, passiamo a esaminare il potere di abbattimento che questi dispositivi esercitano sulle sostanze indesiderate.

La funzione dei DPI per la protezione delle vie respiratorie è quella di formare una barriera tra l’ambiente esterno e lo spazio di respirazione dell’operatore (quello all’interno del facciale dell’APVR): attraverso questa barriera gli inquinanti non penetrano (se non in minima parte), permettendo la respirazione di aria non contaminata (o, se non perfettamente pura, comunque con una presenza di sostanze tossiche tale da non compromettere la salute del lavoratore).

Se sei interessato alla protezione contro il coronavirus, devi riferirti caso delle “nebbie”: è stato infatti appurato che i virus di questa famiglia si propagano mediante le particelle di saliva sospese in aria (appunto denominate anche “aereosol” in gergo tecnico, quando non concentrate).


Il nuovo Coronavirus è infatti un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata.

La via primaria sono le  goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi

In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.

Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.


La presenza di inquinanti si esprime in termini di “concentrazione”, espressa in:

  • mg/m3: milligrammi per metro cubo d’aria a 20 °C e 101,3 Kpa
  • ppm: parti per milione nell’aria (ml/m3)

A causa dei fenomeni visti in precedenza, la concentrazione degli inquinanti all’interno dei dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie, ossia l’aria che l’operatore respira, non è pari a 0, bensì contiene una parte degli stessi contaminanti presenti all’esterno.

Definendo

  • Ce – Concentrazione ESTERNA = la concentrazione dell’inquinante presente nell’ambiente di lavoro all’esterno dell’APVR
  • Ci– Concentrazione INTERNA = la concentrazione dell’inquinante all’interno della maschera (quella effettivamente respirata dall’operatore)

si può esprimere la PERDITA TOTALE VERSO L’INTERNO (TIL) in termini di Ce e Ci secondo la formula

Ovvero, in termini percentuali

A questo punto, sulla scorta di quanto visto, si può passare a definire l’EFFICIENZA del dispositivo di protezione delle vie respiratorie.

EFFICIENZA DI UN APVR – “e”

Questo parametro fornisce un’indicazione della capacità della maschera (o del respiratore in genere) di abbattere le concentrazioni di inquinante. Si rappresenta come la differenza di inquinante, espressa come concentrazione, tra l’interno e l’esterno del respiratore, in rapporto alla concentrazione presente all’esterno.

In termini matematici

Ovvero, in termini percentuali,

NOTA BENE – Dalla definizione data prima di TIL, ne discende che l’efficienza è esprimibile anche come il complemento a 1 della TIL


Vediamo un’ APPLICAZIONE PRATICA – LA PROTEZIONE DA POLVERI, NEBBIE E FUMI

Il termine PARTICOLATO identifica comunemente l’insieme di particelle presenti nell’aria sotto forma di

  • POLVERI, che  si formano quando un materiale solido viene frantumato in minuscoli frammenti che, essendo leggeri, possono disperdersi nell’aria
  • NEBBIE , ossia microscopiche gocce che si formano mediante processi di nebulizzazione e condensazione (sono quelle che si ritiene possano diffondere il contagio da coronavirus o COVID-19).
  • FUMI, che si formano quando un materiale che a temperatura e pressione ambiente si presenta allo stato solido (es. un metallo) viene vaporizzato dall’elevato calore. Il vapore, raffreddandosi rapidamente, si condensando in particelle estremamente fini che rimangono sospese nell’aria

Esistono due famiglie di APVR per la protezione da particolati

 FACCIALE FILTRANTE
dove la protezione dai particolati è indicata con “FFP”
norma di riferimento EN 149(vedi esempio qui sotto)
 FILTRI (per semimaschera o maschera pienofacciale)
dove la protezione dai particolati è indicata con “P”
norma di riferimento EN 143(vedi esempio qui sotto)
RESPIRATORE / FFP3 NR D CON VALVOLA

RESPIRATORE / FFP3 NR D CON VALVOLA

Facciale filtrante a forma di conchiglia in tessuto non tessuto PP, elastici in gomma di sintesi, stringinaso in plastica rinforzata con morbida guarnizione di tenuta in schiuma di gomma, valvola di esalazione per garantire maggior comfort in ambienti di lavoro caldi e umidi e/o dove il lavoro si presenti particolarmente gravoso, protegge da polveri, fumi e nebbie di tipo solido e aerosol con livello massimo di utilizzo fino a trenta volte il valore del TLV

3M FILTRI 5935 / FFP3

3M FILTRI 5935 / FFP3

Filtro in polipropilene estremamente leggero, garantisce una protezione da polveri fini e nebbie oleose fino a trenta volte il TLV usando semimaschere, fino a 200 volte il TLV usando pieno facciali; questi filtri vengono combinati con i filtri serie 6000 utilizzando la ghiera R653/3M 501

 

E’ il parametro che indica la protezione fornita dai DPI di protezione delle vie respiratorie, intesa come abbattimento degli inquinanti che il respiratore garantisce all’operatore.

Identificato con la sigla FP, indica il rapporto tra la concentrazione di inquinante nell’ambiente esterno (Ce) e quella presente all’interno del facciale (Ci).

Avvalendosi della formule viste in precedenza, si può esprimere anche in termini di TIL e, di conseguenza, anche in funzione dell’efficienza (e).

In formule

Equivalenza FP_fattore di protezione di APVR

Il fattore di protezione fornisce un’immediata quantificazione della protezione offerta da un apparecchio per la protezione delle vie respiratorie.

Affermare, infatti, che il FP di un APVR è pari a 100, vuol dire che

  • la concentrazione di inquinante all’interno del facciale è inferiore a 100 volte rispetto a quella esterna
  • la perdita totale all’interno (TIL) è pari a 0,01 (o, in altri termini, la TIL% è pari all’1 per cento)
  • l’efficienza (e) è pari a 0,99 (o, in termini percentuali, è pari al 99 %)

Nella tabella seguente sono raffrontati i diversi termini per i principali FP.

FPCi rispetto CeTILTIL %ee%
100100 volte inferiore0,011 %0,9999,000 %
200200 volte inferiore0,0050,5 %0,99599,500 %
400400 volte inferiore0,00250,25 %0,997599,750 %
10.00010.000 volte inferiore0,00010,01 %0,999999,990 %

Illustrato il concetto di fattore di protezione FP, occorre analizzare i principali “fattori di protezione” utilizzati in pratica per la classificazione dei APVR e per la scelta di quelli più adatti a proteggere l’operatore nelle reali condizioni di lavoro.

Infatti tale parametro trova in pratica tre declinazioni pratiche:

  • il FATTORE DI PROTEZIONE NOMINALE – FPN
  • il FATTORE DI PROTEZIONE OPERATIVO – FPO
  • il FATTORE DI PROTEZIONE NECESSARIO – FPnec

Approfondiamone il significa nelle prossime sezioni.

Le norme tecniche stabiliscono

  • per determinati APVR, i massimi valori che può assumere il TIL (TILmax)
  • per altri APVR, invece, i massimi valori di perdita o di penetrazione relativi a singoli componenti (ossia ILmax e Pmax)

Pertanto, per ogni dispositivo di protezione individuale delle vie respiratorie, è deducibile dalle norme il massimo valore ammesso per la perdita totale verso l’interno, quantità che indichiamo con TILmax.

In formule

Fattore di protezione nominale di un APVR in formule

Il fattore di protezione corrispondente a TILmax si dà il nome di fattore di protezione nominale (FPN), che rappresenta la minima protezione ammessa nelle condizioni di prova definite dalle norme tecniche (o in altri termini, la Ci massima ammissibile a fronte di una certa Ce).

Nella foto un  RESPIRATORE 3M AURA 9332+ CON VALVOLA / FFP3

Facciale filtrante extra comfort in polipropilene, pieghevole, confezionato singolarmente per una migliore igiene, elastici a tensione costante riducono la pressione sulla testa.
Protegge da polveri e nebbie a base acquosa con livello massimo di utilizzo fino a 50 volte il TLV.

Nota bene: la nebbia (intesa anche come sospensioni aeree di goccioline di saliva, ovvero aereosol) è la via di diffusione del COVID-19 / coronavirus.

3M RESPIRATORE AURA 9332+ CON VALVOLA / FFP3
NOTA BENE: Il fattore di protezione nominale rappresenta quindi, per un APVR certificato, l’entità della protezione fornita nelle peggiori condizioni ipotizzate dalle norme tecniche, ossia in relazione al massimo valore ammesso per la perdita totale verso l’interno.
Ciò vuol dire, nel caso dei respiratori con filtro antipolvere, in relazione ai massimi valori ammessi per le perdite verso l’interno e per la penetrazione attraverso il filtro.

Nella pratica operativa, il fattore di protezione nominale non costituisce un’indicazione sufficiente per indicare l’effettiva protezione fornita all’operatore da un determinato respiratore: è troppo “ottimistico” per guidare nella scelta ed adozione dei corretti dispositivi di protezione individuale per la protezione delle vie respiratorie.

Questo a causa dello scostamento peggiorativo che si riscontra fra il TILmax (stabilito dalle norme) e l’effettiva perdita totale verso l’interno sperimentalmente misurata durante l’impiego degli APVR nell’ambiente di lavoro.

ATTENZIONE: stiamo parlando di persone adeguatamente formate per indossare tali dispositivi. Ecco perchè raccomandiamo di STARE A CASA in questa fase di emergenza coronavirus. Col COVID-19 non si scherza e l’errato posizionamento della mascherina, il non corretto utilizzo e svestimento può comportare una notevole riduzione della protezione fornita!

Il valore di FPN è infatti ricavato da misure effettuate in laboratorio con modalità di prova che, per essere essere “riproducibili” al fine di poter replicare la prova in modo omogeneo su campioni eterogenei di APVR,  anche quando intendono simulare condizioni pratiche di impiego sono però “semplificate” rispetto alle reali condizioni di impiego nell’ambiente di lavoro.

Le condizioni di utilizzo effettive di una maschera sono mutevoli così come mutevoli sono le esigenze operative dell’utilizzatore (per il diverso affaticamento o per le diverse necessità di mobilità che possono determinarsi durante un turno lavorativo, per le  diverse condizioni micro-climatiche nel corso dell’anno etc.).

Come immaginabile, lo scostamento fra i valori misurati nell’ambiente di lavoro e quelli aspettati in base al FPN è particolarmente rilevante con i respiratori che offrono un più elevato livello di protezione e ai quali, pertanto, sono associati i più elevati valori di FPN.

In sintesi, più sono alte le prestazioni nominali maggiormente incidono le condizioni operative sulla loro riduzione in campo.

Si introduce quindi il concetto di FATTORE DI PROTEZIONE OPERATIVO (FPO), definito come livello di protezione delle vie respiratorie che, in maniera realistica, si può prevedere di ottenere nel posto di lavoro dalla maggior parte dei portatori, adeguatamente istruiti e controllati che utilizzano un APVR correttamente funzionante, adeguatamente manutenuto e indossato secondo e istruzioni del fabbricante.

E’ QUESTO FATTORE – E NON IL FATTORE DI PROTEZIONE NOMINALE – CHE DOVRÀ ESSERE UTILIZZATO PER LA SCELTA DEGLI APVR.

FPO e relative norme EN per i respiratori filtranti contro PARTICOLATO - clicca per aprire/chiudere
APVR FILTRANTI CONTRO PARTICOLATO
Norma ENTipologiaClasseFPO
UNI EN 149Facciale filtrante/semimascheraFFP14
FFP210
FFP330
UNI EN 140Semimaschera/quarto di maschera con filtroP14
P210
P330
UNI EN 136Maschera intera (o boccaglio) con filtroP14
P215
P3400
UNI EN 12941Elettrorespiratore a filtro completi di cappuccio o elmettoTH P15
TH P220
TH P3100
UNI EN 12942Elettrorespiratore a filtro completi di maschera intera, semimaschera o quarti di mascheraTM P110
TM P2100
TM P3400
UNI EN 1827Semimaschera senza valvola di inspirazione con filtri smontabili per la protezione contro gas o gas di particelle o solamente particelleFM P14
FM P210
FM P330
FPO e relative norme EN per i respiratori filtranti contro GAS e VAPORI - clicca per aprire/chiudere
APVR FILTRANTI CONTRO GAS E VAPORI
Norma ENTipologiaClasseFPO
UNI EN 405Semimaschere filtranti antigas o antipolvere e antipolvere dotate di valvoleFFGAS130
FFGAS2
UNI EN 140Semimaschere e quarti di mascheraGAS130
GAS2
GAS3
UNI EN 136Maschere intereGAS1400
GAS2
GAS3
UNI EN 12941Elettrorespiratore a filtro completi di cappuccio o elmettoTH15
TH220
TH3200
UNI EN 12942Elettrorespiratore a filtro completi di maschera intera, semimaschera o quarti di mascheraTM110
TM2100
TM3400
UNI EN 1827Semimaschera senza valvola di inspirazione con filtri smontabili per la protezione contro gas o gas di particelle o solamente particelleFM GAS130
FM GAS2
FM GAS3

Vediamo adesso gli APVR della SERIE AURA DELLA 3M, suddivisi in base al loro FPO, con utili indicazioni relative ai settori di utilizzo.

Classe di protezione contro particolato FFP1  - clicca per aprire/chiudere
Classe di protezione contro particolato FFP2 - clicca per aprire/chiudere
Classe di protezione contro particolato FFP3 - clicca per aprire/chiudere


Terminiamo l’esame dei parametri utilizzati per indicare la protezione fornita dai DPI per la protezione delle vie respiratorie con il FATTORE DI PROTEZIONE NECESSARIO – FPnec che, come vedremo, mette in relazione la protezione garantita dal APVR con la massima concentrazione di inquinante che non crea danni all’operatore.

Come anticipato precedentemente – IL FATTORE DI PROTEZIONE NECESSARIO FPnec – che rappresenta il rapporto tra la concentrazione degli inquinanti e la concentrazione massima ammessa all’interno del facciale (Cimax).

In formulaFPnec_Fattore di protezione necessario di APVR

La Cimax, come evidenziato nella formula, generalmente è pari a VLEP – valore limite di esposizione professionale – inteso come limite della concentrazione media ponderata nel tempo di sostanze pericolose nell’aria, nell’ambito dell’are di respirazione di un portatore, rispetto ad un periodo di riferimento specificato.

Tale periodo di tempo specificato assume il valore di

  • un turno di lavoro di 8 ore nel caso di “lungo tempo di esposizione
  • 15 minuti nel caso di “breve tempo di esposizione
Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite: – la saliva, tossendo e starnutendo – contatti diretti personali – le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale. Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.

A questo punto occorre determinare la variabile VLEP al fine di calcolare il FPnec!

Una cautela iniziale è d’obbligo
I limiti obbligatori per legge si basano sull’esposizione di soggetti adulti in buona salute e, di conseguenza, non sono applicabili ai casi che richiedono interventi specifici, come le donne in stato di gravidanza e i lavoratori ipersuscettibili.

I VLEP FISSATI NELLA NORMATIVA EUROPEA

Sulla materia è poi intervenuta a livello europeo la Direttiva (UE) 2017/2398 del parlamento europeo e del consiglio del 12 dicembre 2017 che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro che ha sostituito l’allegato III della Direttiva 2004/37/CE, rideterminando i valori limite e introducendone altri per agenti cancerogeni e mutageni aggiuntivi. Clicca per visionare l’Allegato III in vigore.

NOTA BENE Pur essendo stati emanati dei valori limite per alcuni agenti cancerogeni, si precisa che per essi vale il principio della riduzione dell’esposizione al più basso valore possibile, in quanto il valore limite non rappresenta una soglia al di sotto della quale è possibile escludere il rischio ed è garantita la tutela globale dei lavoratori.


Con questo articolo abbiamo indicato i diversi parametri utilizzati dalle norme tecniche di settore per indicare all’utilizzatore il fattore di protezione che le mascherine (APVR) garantiscono.

Ricordiamo che in questa fase di emergenza da coronavirus, o COVID-19) dovrai non tanto farti guidare da parametri tecnici (che essendo il coronavirus un agente patogeno del tutto nuovo non sono ancora stati ben definiti) ma dalle indicazioni in merito fornite dal ISS-Istituto Superiore di Sanità, dal Ministero della Salute e dagli altri organismi istituzionali preposti.

Vuoi saperne di più? Clicca qui e consulta i nostri articoli sull'argomento.
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