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NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI – vuoi davvero usare un respiratore FFP2 e non una mascherina contro il coronavirus COVID-19?

utilizzo mascherine coronavirus COVID-19 SAFEJOE

E se stessi condannando a morte un medico o un infermiere? In questo post ti dimostrerò che acquistando i respiratori FFP2 (o, vieppiù, FFP3), quando puoi accontentarti di una mascherina chirurgica stai buttando un sacco di soldi e, privando dei necessari DPI chi ne ha veramente necessità, potresti condannare al COVID-19 il personale sanitario in prima linea a gestire l’emergenza coronavirus.

In qualità di primari fornitori di Dispositivi di Protezione Individuale abbiamo vissuto in questi mesi un vero e proprio “assalto” alle nostre scorte di prodotti per la difesa dal contagio da coronavirus COVID-19. Articoli come respiratori, mascherine mediche, guanti, tute in tyvek, occhiali e visiere sono andati nel giro di pochi giorni sottoscorta di quantità ingenti (a volte anche di 200.000 unità); per alcuni il riassortimento è previsto a fine giugno!

Per poter aiutare i nostri clienti (anche a non cadere in mani sbagliate), abbiamo intensificato la ricerca di nuovi fornitori accreditati ed affidabili, dedicando un’ apposita area del sito ai nuovi prodotti dedicati (clicca qui per visitare l’area “PRODOTTI PER EMERGENZA CORONAVIRUS COVID-19).

MA NON CI BASTAVA! Dato infatti che il nostro COMITATO TECNICO riceve quotidianamente un’enorme quantità di domande sui dispositivi da adottare al fine di proteggersi dall’infezione del SARS-CoV2, vorrei cercare di fare un po’ di chiarezza sulla sua propagazione (e quindi sul modo che abbiamo di difenderci).

Per fare ciò utilizzerò il materiale bibliografico redatto da Enti istituzionali (in primis, dall’OMS-Organizzazione Mondiale della Salute (o WHO) e dal ISS-Istituto Superiore di Sanità) e da accreditate organizzazioni medico-scientifiche (in parte riportato nella bibliografia che troverai in calce al post).

Rimandando ad altri nostri articoli l’approfondimenti di altre tematiche (consulta le nostre guide), qui ci focalizzeremo sulle vie di propagazione del coronavirus, quali sono i metodi per evitare il contagio e le indicazioni sui DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) da adottare in diverse circostanze.

Approfondiremo, in particolare,

  • QUANDO è necessario l’uso di dispositivi di protezione delle vie aree, comunemente dette “respiratori” e “mascherine”, e
  • QUALI TIPI di dispositivi occorre utilizzare quando si è semplici individui non operanti in ambienti ad alto rischio di contagio.
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Come misurare la protezione con mascherine (al tempo del coronavirus COVID-19).

I fattori di protezione delle vie respiratorie (ai tempi del coronavirus) - SAFEJOE

Quante volte ti è capitato di dover scegliere un APVR (dispositivo di  protezione individuale per la protezione delle vie respiratorie..le mascherine, per intenderci, come quelle contro il coronavirus) tra le numerose alternative possibili?

E leggere le tabelle per capire quello ottimale: mascherine ffp3, maschera, semi-maschera o un respiratore isolante?

Se ti capita di farlo saltuariamente può essere complicato doversi districare tra termini come FP (Fattore di Protezione), FPO (Fattore di Protezione Operativo), VLEP (Valore Limite di Esposizione Professionale)….

In questo post vogliamo fornirti un comodo vademecum – arricchito da formule, tabelle ed esempi –  dei principali parametri utilizzati per indicare la protezione fornita dagli APVR.

Con l’emergenza CORONAVIRUS (o COVID-19), purtroppo, le scorte mondiali di queste mascherine sono andate completamente esaurite in pochissimo tempo. Giova comunque avere un quadro completo dei fattori di protezione assicurati da questa tipologia di DPI, al fine di avere un quadro completo della materia in modo da comprendere pienamente le indicazioni delle organizzazioni sulla salute e quindi optare per i modelli adatti a fronteggiare la  diffusione del virus.

SAFEJOE si è attivato per la ricerca di nuovi fornitori in modo da poter fornire ai propri clienti le adeguate protezioni dal coronavirus ANCHE in questa fase emergenziale.

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Deve essere anzitutto ben chiaro che all’interno di un facciale (ad esempio, in una mascherina antipolvere), nell’aria inspirata dall’utilizzatore dell’APVR, sono comunque presenti gli inquinanti ambientali (e quindi anche potenzialmente agenti patogeni quali il COVID-19)MA in concentrazione teoricamente (ed auspicabilmente) molto bassa.

Per quanto riguarda il coronavirus la protezione data dalle mascherine mira a ridurre la carica patogena (minor numero di virus = minor carica) in modo da non far penetrare un quantitativo di COVID-19 tale da poter raggiungere le vie respiratorie profonde e interessare gli alveoli polmonari, causando la tanto temuta polmonite virale.

Ciò è dovuto a due diverse cause:

  1. Le PERDITE VERSO L’INTERNO – “IL” (da “Inward Leakage “)

    Sono attribuite, in ordine di importanza crescente, a

  • FSL (da “Face Seal Leakage”) – perdita lungo il bordo del facciale
  • EVL (da “Exhalation Valve Leakage “) – perdita della valvola di espirazione
  • OCL (da “Other Components Leakage “) – perdite cumulative di altri componenti (per esempio il visore, il tubo di respirazione, eccetera)

in formula Formula della perdita verso l'interno degli APVR

  1. La PENETRAZIONE -“P” (da “Penetration”)

attraverso i filtri antipolvere (se presenti).

Non ti trovi coi termini? - Apri e usa l' INFOGRAPHIC

Sommando i due fattori visti in precedenza, si ottiene la PERDITA TOTALE VERSO L’INTERNO – “TIL”  (da “Total Inward Leakage”)

Perdita TOTALE verso l'interno

Ecco un esempio di respiratore con valvola dei più moderni ed efficienti sul mercato.

3M RESPIRATORE 8835 CON VALVOLA / FFP3

 

Facciale filtrante a forma di conchiglia con doppi elastici, stringinaso, struttura interna resistente al collasso, la valvola di esalazione riduce calore e umidità all’interno del facciale e assicura un elevato confort rendendo il respiratore adatto ad ambienti di lavoro caldi e umidi, con maggior durata del prodotto, protegge da polveri e nebbie a base acquosa con livello massimo di utilizzo fino a 50 volte il TLV.
Clicca per vedere i dettagli

Adesso che abbiamo visto le cause che determinano l’ingresso nell’area di respirazione dell’operatore degli inquinanti esterni, passiamo a esaminare il potere di abbattimento che questi dispositivi esercitano sulle sostanze indesiderate.

La funzione dei DPI per la protezione delle vie respiratorie è quella di formare una barriera tra l’ambiente esterno e lo spazio di respirazione dell’operatore (quello all’interno del facciale dell’APVR): attraverso questa barriera gli inquinanti non penetrano (se non in minima parte), permettendo la respirazione di aria non contaminata (o, se non perfettamente pura, comunque con una presenza di sostanze tossiche tale da non compromettere la salute del lavoratore).

Se sei interessato alla protezione contro il coronavirus, devi riferirti caso delle “nebbie”: è stato infatti appurato che i virus di questa famiglia si propagano mediante le particelle di saliva sospese in aria (appunto denominate anche “aereosol” in gergo tecnico, quando non concentrate).


Il nuovo Coronavirus è infatti un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata.

La via primaria sono le  goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi

In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.

Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.


La presenza di inquinanti si esprime in termini di “concentrazione”, espressa in:

  • mg/m3: milligrammi per metro cubo d’aria a 20 °C e 101,3 Kpa
  • ppm: parti per milione nell’aria (ml/m3)

A causa dei fenomeni visti in precedenza, la concentrazione degli inquinanti all’interno dei dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie, ossia l’aria che l’operatore respira, non è pari a 0, bensì contiene una parte degli stessi contaminanti presenti all’esterno.

Definendo

  • Ce – Concentrazione ESTERNA = la concentrazione dell’inquinante presente nell’ambiente di lavoro all’esterno dell’APVR
  • Ci– Concentrazione INTERNA = la concentrazione dell’inquinante all’interno della maschera (quella effettivamente respirata dall’operatore)

si può esprimere la PERDITA TOTALE VERSO L’INTERNO (TIL) in termini di Ce e Ci secondo la formula

Ovvero, in termini percentuali

A questo punto, sulla scorta di quanto visto, si può passare a definire l’EFFICIENZA del dispositivo di protezione delle vie respiratorie.

EFFICIENZA DI UN APVR – “e”

Questo parametro fornisce un’indicazione della capacità della maschera (o del respiratore in genere) di abbattere le concentrazioni di inquinante. Si rappresenta come la differenza di inquinante, espressa come concentrazione, tra l’interno e l’esterno del respiratore, in rapporto alla concentrazione presente all’esterno.

In termini matematici

Ovvero, in termini percentuali,

NOTA BENE – Dalla definizione data prima di TIL, ne discende che l’efficienza è esprimibile anche come il complemento a 1 della TIL

 


Vediamo un’ APPLICAZIONE PRATICA – LA PROTEZIONE DA POLVERI, NEBBIE E FUMI

Il termine PARTICOLATO identifica comunemente l’insieme di particelle presenti nell’aria sotto forma di

  • POLVERI, che  si formano quando un materiale solido viene frantumato in minuscoli frammenti che, essendo leggeri, possono disperdersi nell’aria
  • NEBBIE , ossia microscopiche gocce che si formano mediante processi di nebulizzazione e condensazione (sono quelle che si ritiene possano diffondere il contagio da coronavirus o COVID-19).
  • FUMI, che si formano quando un materiale che a temperatura e pressione ambiente si presenta allo stato solido (es. un metallo) viene vaporizzato dall’elevato calore. Il vapore, raffreddandosi rapidamente, si condensando in particelle estremamente fini che rimangono sospese nell’aria

Esistono due famiglie di APVR per la protezione da particolati

 FACCIALE FILTRANTE
dove la protezione dai particolati è indicata con “FFP”
norma di riferimento EN 149(vedi esempio qui sotto)
 FILTRI (per semimaschera o maschera pienofacciale)
dove la protezione dai particolati è indicata con “P”
norma di riferimento EN 143(vedi esempio qui sotto)
RESPIRATORE / FFP3 NR D CON VALVOLA

 

RESPIRATORE / FFP3 NR D CON VALVOLA

Facciale filtrante a forma di conchiglia in tessuto non tessuto PP, elastici in gomma di sintesi, stringinaso in plastica rinforzata con morbida guarnizione di tenuta in schiuma di gomma, valvola di esalazione per garantire maggior comfort in ambienti di lavoro caldi e umidi e/o dove il lavoro si presenti particolarmente gravoso, protegge da polveri, fumi e nebbie di tipo solido e aerosol con livello massimo di utilizzo fino a trenta volte il valore del TLV

3M FILTRI 5935 / FFP3

3M FILTRI 5935 / FFP3

Filtro in polipropilene estremamente leggero, garantisce una protezione da polveri fini e nebbie oleose fino a trenta volte il TLV usando semimaschere, fino a 200 volte il TLV usando pieno facciali; questi filtri vengono combinati con i filtri serie 6000 utilizzando la ghiera R653/3M 501

 

 

E’ il parametro che indica la protezione fornita dai DPI di protezione delle vie respiratorie, intesa come abbattimento degli inquinanti che il respiratore garantisce all’operatore.

Identificato con la sigla FP, indica il rapporto tra la concentrazione di inquinante nell’ambiente esterno (Ce) e quella presente all’interno del facciale (Ci).

Avvalendosi della formule viste in precedenza, si può esprimere anche in termini di TIL e, di conseguenza, anche in funzione dell’efficienza (e).

In formule

Equivalenza FP_fattore di protezione di APVR

Il fattore di protezione fornisce un’immediata quantificazione della protezione offerta da un apparecchio per la protezione delle vie respiratorie.

Affermare, infatti, che il FP di un APVR è pari a 100, vuol dire che

  • la concentrazione di inquinante all’interno del facciale è inferiore a 100 volte rispetto a quella esterna
  • la perdita totale all’interno (TIL) è pari a 0,01 (o, in altri termini, la TIL% è pari all’1 per cento)
  • l’efficienza (e) è pari a 0,99 (o, in termini percentuali, è pari al 99 %)

Nella tabella seguente sono raffrontati i diversi termini per i principali FP.

FP Ci rispetto Ce TIL TIL % e e%
100 100 volte inferiore 0,01 1 % 0,99 99,000 %
200 200 volte inferiore 0,005 0,5 % 0,995 99,500 %
400 400 volte inferiore 0,0025 0,25 % 0,9975 99,750 %
10.000 10.000 volte inferiore 0,0001 0,01 % 0,9999 99,990 %

 

Illustrato il concetto di fattore di protezione FP, occorre analizzare i principali “fattori di protezione” utilizzati in pratica per la classificazione dei APVR e per la scelta di quelli più adatti a proteggere l’operatore nelle reali condizioni di lavoro.

Infatti tale parametro trova in pratica tre declinazioni pratiche:

  • il FATTORE DI PROTEZIONE NOMINALE – FPN
  • il FATTORE DI PROTEZIONE OPERATIVO – FPO
  • il FATTORE DI PROTEZIONE NECESSARIO – FPnec

Approfondiamone il significa nelle prossime sezioni.

Le norme tecniche stabiliscono

  • per determinati APVR, i massimi valori che può assumere il TIL (TILmax)
  • per altri APVR, invece, i massimi valori di perdita o di penetrazione relativi a singoli componenti (ossia ILmax e Pmax)

Pertanto, per ogni dispositivo di protezione individuale delle vie respiratorie, è deducibile dalle norme il massimo valore ammesso per la perdita totale verso l’interno, quantità che indichiamo con TILmax.

In formule

Fattore di protezione nominale di un APVR in formule

Il fattore di protezione corrispondente a TILmax si dà il nome di fattore di protezione nominale (FPN), che rappresenta la minima protezione ammessa nelle condizioni di prova definite dalle norme tecniche (o in altri termini, la Ci massima ammissibile a fronte di una certa Ce).

Nella foto un  RESPIRATORE 3M AURA 9332+ CON VALVOLA / FFP3

 

Facciale filtrante extra comfort in polipropilene, pieghevole, confezionato singolarmente per una migliore igiene, elastici a tensione costante riducono la pressione sulla testa.
Protegge da polveri e nebbie a base acquosa con livello massimo di utilizzo fino a 50 volte il TLV.

Nota bene: la nebbia (intesa anche come sospensioni aeree di goccioline di saliva, ovvero aereosol) è la via di diffusione del COVID-19 / coronavirus.

3M RESPIRATORE AURA 9332+ CON VALVOLA / FFP3
NOTA BENE: Il fattore di protezione nominale rappresenta quindi, per un APVR certificato, l’entità della protezione fornita nelle peggiori condizioni ipotizzate dalle norme tecniche, ossia in relazione al massimo valore ammesso per la perdita totale verso l’interno.
Ciò vuol dire, nel caso dei respiratori con filtro antipolvere, in relazione ai massimi valori ammessi per le perdite verso l’interno e per la penetrazione attraverso il filtro.

Nella pratica operativa, il fattore di protezione nominale non costituisce un’indicazione sufficiente per indicare l’effettiva protezione fornita all’operatore da un determinato respiratore: è troppo “ottimistico” per guidare nella scelta ed adozione dei corretti dispositivi di protezione individuale per la protezione delle vie respiratorie.

Questo a causa dello scostamento peggiorativo che si riscontra fra il TILmax (stabilito dalle norme) e l’effettiva perdita totale verso l’interno sperimentalmente misurata durante l’impiego degli APVR nell’ambiente di lavoro.

ATTENZIONE: stiamo parlando di persone adeguatamente formate per indossare tali dispositivi. Ecco perchè raccomandiamo di STARE A CASA in questa fase di emergenza coronavirus. Col COVID-19 non si scherza e l’errato posizionamento della mascherina, il non corretto utilizzo e svestimento può comportare una notevole riduzione della protezione fornita!

Il valore di FPN è infatti ricavato da misure effettuate in laboratorio con modalità di prova che, per essere essere “riproducibili” al fine di poter replicare la prova in modo omogeneo su campioni eterogenei di APVR,  anche quando intendono simulare condizioni pratiche di impiego sono però “semplificate” rispetto alle reali condizioni di impiego nell’ambiente di lavoro.

Le condizioni di utilizzo effettive di una maschera sono mutevoli così come mutevoli sono le esigenze operative dell’utilizzatore (per il diverso affaticamento o per le diverse necessità di mobilità che possono determinarsi durante un turno lavorativo, per le  diverse condizioni micro-climatiche nel corso dell’anno etc.).

Come immaginabile, lo scostamento fra i valori misurati nell’ambiente di lavoro e quelli aspettati in base al FPN è particolarmente rilevante con i respiratori che offrono un più elevato livello di protezione e ai quali, pertanto, sono associati i più elevati valori di FPN.

In sintesi, più sono alte le prestazioni nominali maggiormente incidono le condizioni operative sulla loro riduzione in campo.

Si introduce quindi il concetto di FATTORE DI PROTEZIONE OPERATIVO (FPO), definito come livello di protezione delle vie respiratorie che, in maniera realistica, si può prevedere di ottenere nel posto di lavoro dalla maggior parte dei portatori, adeguatamente istruiti e controllati che utilizzano un APVR correttamente funzionante, adeguatamente manutenuto e indossato secondo e istruzioni del fabbricante.

E’ QUESTO FATTORE – E NON IL FATTORE DI PROTEZIONE NOMINALE – CHE DOVRÀ ESSERE UTILIZZATO PER LA SCELTA DEGLI APVR.

FPO e relative norme EN per i respiratori filtranti contro PARTICOLATO - clicca per aprire/chiudere
APVR FILTRANTI CONTRO PARTICOLATO
Norma EN Tipologia Classe FPO
UNI EN 149 Facciale filtrante/semimaschera FFP1 4
FFP2 10
FFP3 30
UNI EN 140 Semimaschera/quarto di maschera con filtro P1 4
P2 10
P3 30
UNI EN 136 Maschera intera (o boccaglio) con filtro P1 4
P2 15
P3 400
UNI EN 12941 Elettrorespiratore a filtro completi di cappuccio o elmetto TH P1 5
TH P2 20
TH P3 100
UNI EN 12942 Elettrorespiratore a filtro completi di maschera intera, semimaschera o quarti di maschera TM P1 10
TM P2 100
TM P3 400
UNI EN 1827 Semimaschera senza valvola di inspirazione con filtri smontabili per la protezione contro gas o gas di particelle o solamente particelle FM P1 4
FM P2 10
FM P3 30
FPO e relative norme EN per i respiratori filtranti contro GAS e VAPORI - clicca per aprire/chiudere
APVR FILTRANTI CONTRO GAS E VAPORI
Norma EN Tipologia Classe FPO
UNI EN 405 Semimaschere filtranti antigas o antipolvere e antipolvere dotate di valvole FFGAS1 30
FFGAS2
UNI EN 140 Semimaschere e quarti di maschera GAS1 30
GAS2
GAS3
UNI EN 136 Maschere intere GAS1 400
GAS2
GAS3
UNI EN 12941 Elettrorespiratore a filtro completi di cappuccio o elmetto TH1 5
TH2 20
TH3 200
UNI EN 12942 Elettrorespiratore a filtro completi di maschera intera, semimaschera o quarti di maschera TM1 10
TM2 100
TM3 400
UNI EN 1827 Semimaschera senza valvola di inspirazione con filtri smontabili per la protezione contro gas o gas di particelle o solamente particelle FM GAS1 30
FM GAS2
FM GAS3

Vediamo adesso gli APVR della SERIE AURA DELLA 3M, suddivisi in base al loro FPO, con utili indicazioni relative ai settori di utilizzo.

Classe di protezione contro particolato FFP1 - clicca per aprire/chiudere
Classe di protezione contro particolato FFP2 - clicca per aprire/chiudere
Classe di protezione contro particolato FFP3 - clicca per aprire/chiudere

 


Terminiamo l’esame dei parametri utilizzati per indicare la protezione fornita dai DPI per la protezione delle vie respiratorie con il FATTORE DI PROTEZIONE NECESSARIO – FPnec che, come vedremo, mette in relazione la protezione garantita dal APVR con la massima concentrazione di inquinante che non crea danni all’operatore.

Come anticipato precedentemente – IL FATTORE DI PROTEZIONE NECESSARIO FPnec – che rappresenta il rapporto tra la concentrazione degli inquinanti e la concentrazione massima ammessa all’interno del facciale (Cimax).

In formulaFPnec_Fattore di protezione necessario di APVR

La Cimax, come evidenziato nella formula, generalmente è pari a VLEP – valore limite di esposizione professionale – inteso come limite della concentrazione media ponderata nel tempo di sostanze pericolose nell’aria, nell’ambito dell’are di respirazione di un portatore, rispetto ad un periodo di riferimento specificato.

Tale periodo di tempo specificato assume il valore di

  • un turno di lavoro di 8 ore nel caso di “lungo tempo di esposizione
  • 15 minuti nel caso di “breve tempo di esposizione
Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite: – la saliva, tossendo e starnutendo – contatti diretti personali – le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale. Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.


A questo punto occorre determinare la variabile VLEP al fine di calcolare il FPnec!

Una cautela iniziale è d’obbligo
I limiti obbligatori per legge si basano sull’esposizione di soggetti adulti in buona salute e, di conseguenza, non sono applicabili ai casi che richiedono interventi specifici, come le donne in stato di gravidanza e i lavoratori ipersuscettibili.

I VLEP FISSATI NELLA NORMATIVA EUROPEA

Sulla materia è poi intervenuta a livello europeo la Direttiva (UE) 2017/2398 del parlamento europeo e del consiglio del 12 dicembre 2017 che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro che ha sostituito l’allegato III della Direttiva 2004/37/CE, rideterminando i valori limite e introducendone altri per agenti cancerogeni e mutageni aggiuntivi. Clicca per visionare l’Allegato III in vigore.

NOTA BENE Pur essendo stati emanati dei valori limite per alcuni agenti cancerogeni, si precisa che per essi vale il principio della riduzione dell’esposizione al più basso valore possibile, in quanto il valore limite non rappresenta una soglia al di sotto della quale è possibile escludere il rischio ed è garantita la tutela globale dei lavoratori.


Con questo articolo abbiamo indicato i diversi parametri utilizzati dalle norme tecniche di settore per indicare all’utilizzatore il fattore di protezione che le mascherine (APVR) garantiscono.

Ricordiamo che in questa fase di emergenza da coronavirus, o COVID-19) dovrai non tanto farti guidare da parametri tecnici (che essendo il coronavirus un agente patogeno del tutto nuovo non sono ancora stati ben definiti) ma dalle indicazioni in merito fornite dal ISS-Istituto Superiore di Sanità, dal Ministero della Salute e dagli altri organismi istituzionali preposti.

Vuoi saperne di più? Clicca qui e consulta i nostri articoli sull'argomento.
utilizzo mascherine coronavirus COVID-19 SAFEJOE

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Solidarietà Digitale – Webinar gratuito su utilizzo DPI per COVID-19

Con lo scopo di fornire un ausilio ai propri clienti in questa fase di emergenza mondiale creatasi con il diffondersi del contagio da coronvirus (o COVID-19) SAFEJOE continuerà a fornire il proprio contributo con la pubblicazione di articoli per informare, aggiornare e formare. Purtroppo, attualmente, le scorte di mascherine e APVR-dispositivi per la protezione delle […]

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I fattori di protezione delle vie respiratorie (ai tempi del coronavirus) - SAFEJOE

Come misurare la protezione con mascherine (al tempo del coronavirus COVID-19).

Una accurata analisi e descrizione dei fattori di protezione che trovi nelle schede tecniche delle mascherine, e dei respiratori in generale, utilizzati per proteggere le vie respiratorie. Un contributo di SAFEJOE per la lotta al coronavirus (COVID-19)

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Il consiglio che SAFEJOE ti da è quello di attenerti scrupolosamente alle indicazioni dell’autorità: pertanto, in assenza di un validissimo motivo, non esporti a possibili contagi da COVID-19 NEMMENO INDOSSANDO LE MASCHERINE CHE SONO CONSIGLIATE. Non si tratta di fare terrorismo, ma il contagio da coronavirus, così come per gli altri inquinanti, è comunque possibile – come avrai potuto leggere – anche in presenza di mascherine e altre misure di protezione delle vie respiratorie ad alto fattore protettivo!

NON RISCHIARE, RESTA A CASA!

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Guida alle norme tecniche per la certificazione delle CALZATURE ANTINFORTUNISTICHE e PROFESSIONALI

In questo articolo troverai una guida completa alle norme tecniche che regolano la certificazione delle calzature professionali come DPI – Dispositivi di Protezione Individuale: i requisiti previsti, le tabelle con le lettere con cui sono identificate alcune caratteristiche (“requisiti aggiuntivi”) delle scarpe e le abbreviazioni (“sigle”) che permettono di descrivere il complesso di requisiti che hanno le calzature. Continua a leggere Guida alle norme tecniche per la certificazione delle CALZATURE ANTINFORTUNISTICHE e PROFESSIONALI

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Arco elettrico nei lavori sotto tensione – Indumenti di protezione certificati CEI EN 61482

In questo articolo sarà illustrato uno dei maggiori rischi elettrici specifici nei lavori sotto tensione: l’arco elettrico. Dopo aver presentato in dettaglio i metodi di lavoro che possono originare tale rischio e come si configura, saranno analizzati gli effetti più comuni. Saranno poi presentate le norme, i metodi di test in esse standardizzate per la certificazione degli indumenti omologati per proteggere i lavoratori esposti a tale rischio. Continua a leggere Arco elettrico nei lavori sotto tensione – Indumenti di protezione certificati CEI EN 61482

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LA CULTURA DELLA SICUREZZA 2018: IL BANDO AIFOS

bando aifos cultura della sicurezza

E’ appena uscito il nuovo bando AIFOS 2018 per promuovere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.

La Fondazione AiFOS , fondata dalla

  • società cooperativa Aifos Service (servizi alle imprese nel campo della tutela della salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro), e da
  • AiFOS (Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro)

ha come mission il sostegno sociale e la sensibilizzazione nel settore della salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro. Questo promuovendo la cultura della prevenzione, nei settori dell’istruzione e della formazione, con particolare attenzione allo sviluppo ed all’uso di buone prassi.

Recentemente ha lanciato un nuovo bando annuale, il Bando per la cultura della Sicurezza 2018.

Continua a leggere LA CULTURA DELLA SICUREZZA 2018: IL BANDO AIFOS